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I volontari Ail

Il volontario è chi, per sua libera scelta, offre gratuitamente il proprio tempo in favore di chi ha bisogno.

A fare il volontario non è una specifica storia, l’età, la professione o la provenienza socio-culturale, quanto il desiderio di aiutare chi soffre, la voglia di esserci per fare la differenza, la condivisione delle mete e dei valori di Ail.

I volontari sono il volto, le braccia e la mente dell’Associazione. Ciascuno con il proprio bagaglio di esperienze e di risorse, con la propria disponibilità di tempo e di energie, contribuisce, prima a pensare, e poi a realizzare progetti e attività. Oltre a raccogliere fondi, il volontario presta la sua opera a fianco dell’ammalato in ospedale, dà una mano a livello organizzativo e gestionale, si spende per diffondere il messaggio della solidarietà nella società civile. Non importa quale sia il ruolo svolto dal singolo: azioni, competenze, idee e creatività di ognuno si integrano in un lavoro di gruppo organizzato, indispensabile per raggiungere obiettivi e traguardi comuni. Per quanto intensa, difficile o coinvolgente sul piano emotivo possa essere l’attività prestata, i volontari vivono questa loro esperienza con grande gioia, sentendosi arricchiti e gratificati, e alimentando, così, quella passione e quella dedizione che hanno portato ai risultati conseguiti in questi anni.

La storia

Sin dagli esordi dell’Associazione, ci si è resi conto della delicatezza e della complessità dei compiti che ci si prefiggeva. Difficile, in primo luogo, è procurarsi autonomamente i fondi per sostenere progetti e Servizi. Arduo è, poi, misurarsi direttamente con la sofferenza di chi sta attraversando la malattia. Altrettanto complicato è il lavoro d’équipe, con medici, infermieri, altri volontari, personale scolastico, sostenitori.

L’entusiasmo e la buona volontà sicuramente non bastavano per garantire la qualità e l’efficacia dell’azione associativa. Era necessario costruire una “professionalità” del volontario. Dal 1998, allora, Ail cura la formazione di tutti i suoi volontari per prepararli a svolgere, con competenza e attenzione, il loro ruolo.

I primi corsi di formazione erano tenuti annualmente da una psicologa e un’assistente sociale di Milano, Nicoletta Cesari e Luisa Sanvito, esperte nel settore. I volontari allora erano pochi, e tutti, vecchi e nuovi, potevano partecipare allo stage tenuto dalle operatrici. Nel 2000-2001, grazie ad un contributo comunale, Ail organizza un corso di formazione teorico-pratico, di 130 ore, che prevede l’intervento di numerose professionalità della comunità scientifica palermitana, sia del campo medico che psicologico, tra cui Raimondo Marcenò e Maurizio Gentile. Nel 2005, considerato il numero ormai significativo dei volontari e la complessità del loro operato, si sente l’esigenza di seguire a livello individuale tutti i volontari e di prevedere, oltre al corso di base, una formazione continua durante tutto l’anno, avvalendosi della collaborazione fissa di una psicologa, Ilenia Trifirò.

Il percorso del volontario Ail oggi

Sin dal suo ingresso in Associazione, il volontario viene seguito dalla Coordinatrice dei volontari e dalla psicologa di Ail in un percorso di orientamento e formazione che lo accompagnerà in tutta la sua attività di volontariato.

Manifestata la sua volontà di diventare socio Ail, l’aspirante volontario viene invitato ad un incontro informativo dove la Coordinatrice dei volontari lo introduce ai valori, alla missione e all’organizzazione dell’Associazione. Se, consapevole del tipo e dell’entità dell’impegno richiesto, sceglie di pre-iscriversi, allora incontra la psicologa (colloquio individuale), che valuta la sua personalità e le sue risorse per stabilire la sua idoneità e un ruolo specifico all’interno dell’Ail.

Frequenta, allora, il corso di formazione di base che fornisce al nuovo volontario gli strumenti teorico-pratici di tipo psicologico e igienico-sanitario per intraprendere l’attività di volontariato.

Stabilita la mansione specifica e assegnatogli un turno settimanale, il volontario, ormai membro a tutti gli effetti di Ail, intraprende il suo nuovo “lavoro” affiancato da un volontario esperto che, nei primi 3-4 mesi, gli farà da tutor. Parallelamente, partecipa a colloqui quindicinali di supervisione con la psicologa. Il sostegno viene offerto, comunque, a qualunque volontario incontri difficoltà relazionali o cali motivazionali nell’espletamento del suo volontariato. Ogni volontario segue, ogni anno, un corso di formazione igienico-sanitaria, tenuto da ematologi e infermieri, in cui, oltre alle norme igieniche da seguire in ospedale, si affrontano le principali malattie onco-ematologiche e le loro terapie.

Infine, tutti i volontari, suddivisi in piccoli gruppi, prendono parte, una volta al mese, ad incontri di formazione psicologica permanente, dove hanno l’opportunità, insieme alla psicologa, di riflettere e di rileggere la propria esperienza di volontariato, condividere i vissuti emotivi ad essa relativa, confrontare idee e strategie operative, potenziare le proprie competenze comunicative e relazionali.

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